Come dormivano i nostri antenati? Un viaggio tra le abitudini del sonno nel passato
Il modo in cui dormiamo oggi non è sempre stato così. Le 7-8 ore continuative che consideriamo “normali” sono, in realtà, un’abitudine relativamente moderna. I nostri antenati avevano un rapporto diverso con il riposo: influenzato dalla luce solare, dai ritmi della comunità, dalle credenze religiose e dai bisogni pratici.
In questo articolo ti portiamo in un viaggio affascinante tra epoche e culture diverse, per scoprire come sono cambiate le abitudini del sonno nel passato e cosa possiamo imparare per migliorare il nostro riposo oggi.
Il sonno bifasico del Medioevo: due dormite, non una
Nel Medioevo era comune dormire in due fasi distinte, separate da un periodo di veglia notturna. Questo modello, chiamato sonno bifasico, prevedeva:
- primo sonno: dalle 20:00 circa fino a mezzanotte.
- periodo di veglia: 1-2 ore per leggere, pregare, chiacchierare o persino fare piccoli lavori domestici.
- secondo sonno: fino all’alba.
L’esistenza di questa abitudine è confermata da numerosi testi letterari e documenti storici, tra cui gli scritti di Roger Ekirch, storico alla Virginia Tech, che ha identificato oltre 500 riferimenti a “primo” e “secondo sonno” in documenti europei dal Medioevo al XIX secolo【1】.
Perché si dormiva così nel passato? L’assenza di illuminazione artificiale e la vita più legata ai ritmi naturali favorivano un modello di riposo flessibile e distribuito.
Antica Roma e Grecia: il sonno come atto sociale (e pubblico)
Nell’antica Roma e in Grecia, il sonno aveva anche una valenza sociale e rituale. Le case romane spesso avevano ambienti chiamati cubicula, stanze private per dormire e meditare. Ma non era raro riposare anche nei bagni pubblici o nei templi, soprattutto durante riti religiosi come l’incubatio, in cui si cercavano sogni profetici dormendo in luoghi sacri.
Curiosamente i greci distinguevano tra due tipi di sonno: uno “buono”, che portava sogni e guarigione e uno “cattivo”, disturbato dagli dei o dai pensieri.
Il sonno nelle culture nomadi e tribali
In molte società tribali, come quelle dei San in Namibia o degli Hadza in Tanzania, il sonno è ancora oggi frammentato e collettivo. Le persone si addormentano e si risvegliano in momenti diversi, garantendo una sorta di “turno” di sorveglianza del gruppo.
Uno studio pubblicato su Current Biology nel 2017 ha evidenziato come in queste culture raramente si verifica una situazione in cui tutti dormono contemporaneamente【2】. Il risultato? Un’elevata sicurezza durante la notte e un sonno meno rigido ma più adattabile.
L’arrivo dell’illuminazione artificiale e la rivoluzione del sonno
Con la diffusione delle lampade a gas prima e dell’elettricità poi, le giornate si sono progressivamente allungate. Le persone hanno iniziato a restare attive anche dopo il tramonto e a posticipare il momento di andare a dormire.
Questa trasformazione ha portato, tra XIX e XX secolo, alla progressiva scomparsa del sonno bifasico e all’affermarsi del sonno monofasico continuo. Comodo per gli orari di lavoro moderni, sì, ma forse non perfettamente allineato con la nostra biologia.
Tradizioni del sonno nel mondo: curiosità da ogni continente
Oltre alle abituduni del sonno nel passato, ecco alcune abitudini storiche e culturali legate al sonno che potresti non conoscere (ne parliamo in modo piu approfondito nell’articolo “I rituali del sonno nelle diverse culture“):
- Giappone: la siesta è vista come segno di dedizione. Il inemuri (letteralmente “essere addormentato mentre si è presenti”) è accettato anche nei luoghi pubblici e di lavoro.
- Spagna: la siesta pomeridiana, radicata nel passato agricolo, è stata per secoli una parte fondamentale della giornata.
- Italia meridionale (e rurale): in molte zone fino a metà Novecento era comune fare “la controra”, un riposino pomeridiano, specialmente d’estate.
Tutte queste pratiche dimostrano come il riposo fosse (e in certi casi lo sia ancora) distribuito lungo la giornata e non confinato solo alla notte.
Cosa ci insegnano queste storie? L’importanza di ascoltare il nostro ritmo naturale
Molte delle abitudini storiche mostrano un’attenzione spontanea ai ritmi del corpo e della natura. In un’epoca in cui il sonno è spesso disturbato da stress, schermi, rumori e orari frenetici, queste antiche pratiche ci ricordano l’importanza di:
- creare un ambiente favorevole al sonno, buio e silenzioso
- rispettare i ritmi circadiani del corpo
- non forzare un unico modello “valido per tutti”, ma trovare il proprio equilibrio
Ecco perché oggi, grazie alla tecnologia e alla ricerca, abbiamo la possibilità di personalizzare il nostro riposo in modo scientifico, seguendo ciò che il corpo ci chiede.
Dormire bene oggi: la continuità del benessere
Anche se viviamo in un mondo molto diverso da quello dei nostri antenati, una cosa non è cambiata: il sonno resta la base del nostro benessere. Dormire su un sistema inadeguato, magari troppo rigido o non adatto alla nostra postura, può compromettere la qualità del riposo e, con essa, anche la nostra salute.
Ecco perché oggi sempre più persone scelgono sistemi di riposo studiati per adattarsi alle posture naturali del nostro corpo, come quello proposto da Imperial-life: un approccio che unisce tradizione e innovazione, rispettando le esigenze uniche di ogni corpo. Il sistema è personalizzabile, progettato per seguire la naturale curvatura della colonna vertebrale, ridurre le pressioni e favorire la circolazione – tutti aspetti che contribuiscono a un sonno più profondo e rigenerante.
Conclusione: il passato ci parla, il presente ci guida
Guardare indietro alle abitudini del sonno nel passato non è solo un esercizio di curiosità storica: è un modo per riflettere sul nostro rapporto con il riposo e recuperare ciò che davvero conta.
In un’epoca in cui tutto va veloce, riscoprire il valore del sonno – e scegliere di dormire bene davvero – è uno dei regali più preziosi che possiamo fare a noi stessi.
Se senti che è arrivato il momento di migliorare la qualità del tuo riposo, chiedici una consulenza. Saremo felici di aiutarti a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, con la cura e l’attenzione che da oltre 35 anni mettiamo nel benessere delle famiglie.
Fonti e riferimenti
Ekirch, A. Roger. At Day’s Close: Night in Times Past. W.W. Norton & Company, 2005.
Samson, D. R., et al. (2017). “Segmented sleep in a nonelectric, small-scale agricultural society in Madagascar.” Current Biology.
Wehr, T. A. (1992). “In short photoperiods, human sleep is biphasic.” Journal of Sleep Research.