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Category: Curiosità sul riposo

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Come dormivano i nostri antenati? Un viaggio tra le abitudini del sonno nel passato

Il modo in cui dormiamo oggi non è sempre stato così. Le 7-8 ore continuative che consideriamo “normali” sono, in realtà, un’abitudine relativamente moderna. I nostri antenati avevano un rapporto diverso con il riposo: influenzato dalla luce solare, dai ritmi della comunità, dalle credenze religiose e dai bisogni pratici.

In questo articolo ti portiamo in un viaggio affascinante tra epoche e culture diverse, per scoprire come sono cambiate le abitudini del sonno nel passato e cosa possiamo imparare per migliorare il nostro riposo oggi.

 

Il sonno bifasico del Medioevo: due dormite, non una

Nel Medioevo era comune dormire in due fasi distinte, separate da un periodo di veglia notturna. Questo modello, chiamato sonno bifasico, prevedeva:

  • primo sonno: dalle 20:00 circa fino a mezzanotte.
  • periodo di veglia: 1-2 ore per leggere, pregare, chiacchierare o persino fare piccoli lavori domestici.
  • secondo sonno: fino all’alba.

L’esistenza di questa abitudine è confermata da numerosi testi letterari e documenti storici, tra cui gli scritti di Roger Ekirch, storico alla Virginia Tech, che ha identificato oltre 500 riferimenti a “primo” e “secondo sonno” in documenti europei dal Medioevo al XIX secolo【1】.

Perché si dormiva così nel passato? L’assenza di illuminazione artificiale e la vita più legata ai ritmi naturali favorivano un modello di riposo flessibile e distribuito.

Antica Roma e Grecia: il sonno come atto sociale (e pubblico)

Nell’antica Roma e in Grecia, il sonno aveva anche una valenza sociale e rituale. Le case romane spesso avevano ambienti chiamati cubicula, stanze private per dormire e meditare. Ma non era raro riposare anche nei bagni pubblici o nei templi, soprattutto durante riti religiosi come l’incubatio, in cui si cercavano sogni profetici dormendo in luoghi sacri.

Curiosamente i greci distinguevano tra due tipi di sonno: uno “buono”, che portava sogni e guarigione e uno “cattivo”, disturbato dagli dei o dai pensieri.
Dormire nell'antica grecia

Il sonno nelle culture nomadi e tribali

In molte società tribali, come quelle dei San in Namibia o degli Hadza in Tanzania, il sonno è ancora oggi frammentato e collettivo. Le persone si addormentano e si risvegliano in momenti diversi, garantendo una sorta di “turno” di sorveglianza del gruppo.

Uno studio pubblicato su Current Biology nel 2017 ha evidenziato come in queste culture raramente si verifica una situazione in cui tutti dormono contemporaneamente【2】. Il risultato? Un’elevata sicurezza durante la notte e un sonno meno rigido ma più adattabile.

 

L’arrivo dell’illuminazione artificiale e la rivoluzione del sonno

Con la diffusione delle lampade a gas prima e dell’elettricità poi, le giornate si sono progressivamente allungate. Le persone hanno iniziato a restare attive anche dopo il tramonto e a posticipare il momento di andare a dormire.

Questa trasformazione ha portato, tra XIX e XX secolo, alla progressiva scomparsa del sonno bifasico e all’affermarsi del sonno monofasico continuo. Comodo per gli orari di lavoro moderni, sì, ma forse non perfettamente allineato con la nostra biologia.

 

Tradizioni del sonno nel mondo: curiosità da ogni continente

Oltre alle abituduni del sonno nel passato, ecco alcune abitudini storiche e culturali legate al sonno che potresti non conoscere (ne parliamo in modo piu approfondito nell’articolo “I rituali del sonno nelle diverse culture“):

  • Giappone: la siesta è vista come segno di dedizione. Il inemuri (letteralmente “essere addormentato mentre si è presenti”) è accettato anche nei luoghi pubblici e di lavoro.
  • Spagna: la siesta pomeridiana, radicata nel passato agricolo, è stata per secoli una parte fondamentale della giornata.
  • Italia meridionale (e rurale): in molte zone fino a metà Novecento era comune fare “la controra”, un riposino pomeridiano, specialmente d’estate.

Tutte queste pratiche dimostrano come il riposo fosse (e in certi casi lo sia ancora) distribuito lungo la giornata e non confinato solo alla notte.

Rituali del sonno - La siesta

Cosa ci insegnano queste storie? L’importanza di ascoltare il nostro ritmo naturale

Molte delle abitudini storiche mostrano un’attenzione spontanea ai ritmi del corpo e della natura. In un’epoca in cui il sonno è spesso disturbato da stress, schermi, rumori e orari frenetici, queste antiche pratiche ci ricordano l’importanza di:

  • creare un ambiente favorevole al sonno, buio e silenzioso
  • rispettare i ritmi circadiani del corpo
  • non forzare un unico modello “valido per tutti”, ma trovare il proprio equilibrio

Ecco perché oggi, grazie alla tecnologia e alla ricerca, abbiamo la possibilità di personalizzare il nostro riposo in modo scientifico, seguendo ciò che il corpo ci chiede.

 

Dormire bene oggi: la continuità del benessere

Anche se viviamo in un mondo molto diverso da quello dei nostri antenati, una cosa non è cambiata: il sonno resta la base del nostro benessere. Dormire su un sistema inadeguato, magari troppo rigido o non adatto alla nostra postura, può compromettere la qualità del riposo e, con essa, anche la nostra salute.

Ecco perché oggi sempre più persone scelgono sistemi di riposo studiati per adattarsi alle posture naturali del nostro corpo, come quello proposto da Imperial-life: un approccio che unisce tradizione e innovazione, rispettando le esigenze uniche di ogni corpo. Il sistema è  personalizzabile, progettato per seguire la naturale curvatura della colonna vertebrale, ridurre le pressioni e favorire la circolazione – tutti aspetti che contribuiscono a un sonno più profondo e rigenerante.

Alzata gambe e busto

Conclusione: il passato ci parla, il presente ci guida

Guardare indietro alle abitudini del sonno nel passato non è solo un esercizio di curiosità storica: è un modo per riflettere sul nostro rapporto con il riposo e recuperare ciò che davvero conta.

In un’epoca in cui tutto va veloce, riscoprire il valore del sonno – e scegliere di dormire bene davvero – è uno dei regali più preziosi che possiamo fare a noi stessi.

Se senti che è arrivato il momento di migliorare la qualità del tuo riposo, chiedici una consulenza. Saremo felici di aiutarti a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, con la cura e l’attenzione che da oltre 35 anni mettiamo nel benessere delle famiglie.

    Dimostra di essere umano selezionando chiave.

    Fonti e riferimenti

    Ekirch, A. Roger. At Day’s Close: Night in Times Past. W.W. Norton & Company, 2005.

    Samson, D. R., et al. (2017). “Segmented sleep in a nonelectric, small-scale agricultural society in Madagascar.” Current Biology.

    Wehr, T. A. (1992). “In short photoperiods, human sleep is biphasic.” Journal of Sleep Research.

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    Sonno e performance atletica: come gli atleti riposano per dare il massimo

    Il sonno è spesso sottovalutato rispetto ad altri aspetti della preparazione atletica, come l’allenamento o la dieta. Eppure, è proprio durante il sonno che il corpo si rigenera, i muscoli si riparano e il cervello consolida le abilità apprese. Non è un caso che campioni come LeBron James o Roger Federer considerino il sonno un elemento fondamentale per le loro performance. In questo articolo, esploreremo il legame tra sonno e performance atletica, scopriremo le abitudini di alcuni grandi atleti e forniremo consigli utili per migliorare il proprio riposo e, di conseguenza, le proprie prestazioni.

    L’importanza del sonno per gli atleti

    Gli atleti di alto livello sanno che il sonno è essenziale per massimizzare le performance fisiche e mentali. Durante il sonno profondo, il corpo rilascia l’ormone della crescita, che favorisce il recupero muscolare e la riparazione dei tessuti danneggiati. Inoltre, un sonno adeguato aiuta a mantenere una mente lucida, una qualità indispensabile per prendere decisioni rapide e precise durante le competizioni.

    Uno studio condotto dalla Stanford University ha dimostrato che prolungare il sonno a circa 10 ore al giorno può migliorare significativamente le prestazioni atletiche. Ad esempio, i giocatori di basket che partecipavano allo studio hanno mostrato un miglioramento della velocità del 9% e un aumento dell’accuratezza del tiro del 6%

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    Curiosità e abitudini di sonno degli atleti

    LeBron James: un “professionista del sonno”

    Il campione NBA LeBron James, famoso per la sua longevità sportiva e le sue straordinarie performance, dedica tra le 8 e le 10 ore al sonno ogni notte. In un’intervista, ha dichiarato che considera il sonno una delle sue “armi segrete” per mantenersi in forma sia fisicamente che mentalmente. LeBron utilizza tecniche avanzate per ottimizzare il riposo, come dormire su materassi personalizzati e creare un ambiente completamente buio per favorire un sonno profondo e rigenerante.

    Roger Federer: 12 ore di sonno al giorno

    Il leggendario tennista svizzero Roger Federer attribuisce una parte importante del suo successo al riposo. Durante i periodi di torneo, si assicura di dormire tra le 10 e le 12 ore al giorno, suddivise tra una lunga notte di sonno e un pisolino pomeridiano. Federer ha più volte sottolineato che il sonno è fondamentale per il recupero muscolare e per mantenere la concentrazione durante i match più impegnativi.

    Simone Biles: protezione dalla tecnologia

    La ginnasta pluripremiata Simone Biles adotta una routine specifica per migliorare la qualità del suo sonno. Spegne tutti i dispositivi elettronici almeno un’ora prima di andare a letto, evitando così l’esposizione alla luce blu, che potrebbe interferire con il ritmo circadiano. Inoltre, Biles utilizza tecniche di rilassamento come la meditazione e la respirazione profonda per prepararsi al riposo e ridurre lo stress delle competizioni.

     

    Sonno e performance atletica: i rischi della privazione del sonno 

    Dormire poco o male può compromettere gravemente le prestazioni atletiche. Alcuni degli effetti più comuni includono:

    • Tempo di reazione rallentato: uno studio pubblicato sulla Journal of Sports Medicine ha dimostrato che la privazione del sonno può ridurre il tempo di reazione del 20-30%, un aspetto critico per sport che richiedono rapidità decisionale come il calcio o il tennis.
    • Aumento del rischio di infortuni: atleti che dormono meno di 6 ore a notte sono statisticamente più predisposti a lesioni muscolari e tendinee, poiché il corpo non ha il tempo necessario per rigenerarsi.
    • Riduzione della forza e della resistenza: la mancanza di sonno influisce negativamente sulla capacità di sostenere sforzi intensi, riducendo sia la forza muscolare che la resistenza aerobica.
    • Diminuzione della motivazione: la stanchezza cronica può ridurre la motivazione e compromettere la capacità di allenarsi con intensità e regolarità.

    Dormire bene e performance

    Strategie per migliorare il sonno degli atleti

    1. Creare un ambiente favorevole al sonno
      Un ambiente fresco, buio e silenzioso è essenziale per favorire un riposo di qualità. Molti atleti utilizzano tende oscuranti e dispositivi che emettono rumore bianco per bloccare i suoni disturbanti.
    2.  Stabilire una routine serale
      Andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora aiuta il corpo a regolare il ritmo circadiano. Gli atleti di successo pianificano le loro giornate in modo da rispettare questa routine, anche durante i viaggi o i periodi di allenamento intensivo.
    3. Integrare tecniche di rilassamento
      Tecniche come lo stretching, la meditazione o il massaggio possono aiutare a rilassare i muscoli e a ridurre lo stress prima di coricarsi. Ad esempio, utilizzare una poltrona relax come quelle di Imperial-life può offrire un’esperienza combinata di comfort e recupero fisico, ideale per preparare il corpo al sonno.
    4. Ottimizzare la dieta serale
      Cibi ricchi di triptofano, come latte, noci e banane, stimolano la produzione di melatonina e favoriscono il sonno. Al contrario, bevande contenenti caffeina o alcol andrebbero evitate nelle ore serali.

     

    Tecnologia e sonno: un’arma a doppio taglio

    Molti atleti utilizzano dispositivi tecnologici per monitorare la qualità del sonno. Strumenti come i tracker Fitbit o le app per il sonno forniscono dati utili per analizzare le fasi del riposo e identificare eventuali problematiche. Tuttavia, è importante non esagerare con l’uso della tecnologia, poiché l’esposizione alla luce blu può interferire con il sonno.

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    In conclusione il sonno non è un lusso, ma una necessità per chi vuole raggiungere l’eccellenza sportiva. Gli esempi di LeBron James, Roger Federer e Simone Biles dimostrano che un sonno di qualità può fare la differenza non solo per il recupero fisico, ma anche per la concentrazione mentale e la resistenza.

    Per chiunque pratichi sport a livello amatoriale o professionistico, adottare buone abitudini di sonno può essere il primo passo per migliorare le prestazioni. Integrare questi accorgimenti con momenti di relax quotidiano, magari utilizzando soluzioni come il sesitema di riposo Imperial-life, è un ottimo modo per avvicinarsi al metodo dei grandi campioni, come per esempio Gianpaolo Ricci giocatore della nazionale italiana di pallacanestro, puoi ascoltare qui la sua testimonianza.

    Sei sei interessato a dormire bene puoi compilare il form sottostante e un nostro esperto del benessere ti parlerà senza impegno dei nostri prodotti.

    Riferimenti

    Stanford University Study on Sleep and Athletes
    LeBron James Interview, Sleep and Recovery in the NBA
    Federer Routines, ESPN Feature
    Simone Biles’ Sleep Habits, Healthline Interview
    Journal of Sports Medicine, Effects of Sleep Deprivation on Athletes

     

     

      Dimostra di essere umano selezionando casa.

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      Sogni e creatività: come i sogni possono ispirare artisti e innovatori

      Il sonno è spesso considerato un periodo di inattività, ma in realtà è un momento cruciale in cui la nostra mente lavora instancabilmente. Durante il sonno, specialmente nella fase REM (Rapid Eye Movement), i sogni possono fungere da fonte d’ispirazione per artisti, scienziati e innovatori. Questo articolo esplora il legame tra sogni e creatività, presentando aneddoti affascinanti e informazioni insolite che dimostrano quanto siano potenti i sogni nel plasmare il nostro mondo.

       

      I sogni di creativi famosi

      Numerosi artisti e scienziati hanno tratto ispirazione dai propri sogni. Uno dei casi più celebri è quello di Paul McCartney, che ha composto la famosa canzone “Yesterday” dopo aver sognato una melodia che non aveva mai sentito prima. Secondo McCartney, si svegliò con la musica nella testa e decise di lavorarci subito, creando uno dei brani più iconici della storia della musica. Questo esempio evidenzia come il sonno possa fungere da catalizzatore per idee straordinarie.

      Sogni e creatività - Paul McCartney

      Un altro esempio affascinante è Dalì, il pittore surrealista, noto per i suoi sogni vividi e le sue visioni oniriche. Dalì utilizzava tecniche particolari per catturare le immagini dei suoi sogni, tra cui un metodo chiamato “dormire con un cucchiaio“. Si addormentava tenendo un cucchiaio in mano e quando il cucchiaio gli sfuggiva, il rumore lo svegliava, permettendogli di catturare immediatamente i suoi sogni.

       

      La scienza dietro sogni e creatività

      Ma perché i sogni sono così creativi? Durante il sonno, il cervello riorganizza e rielabora le informazioni accumulate durante il giorno, creando nuove connessioni. Secondo uno studio pubblicato nel Journal of Sleep Research, i sogni possono facilitare la risoluzione dei problemi e stimolare la creatività attraverso l’integrazione di idee disparate (Wagner et al., 2004).

      In particolare, la fase REM è fondamentale per il consolidamento della memoria e l’elaborazione emotiva. Durante questa fase, il cervello può affrontare situazioni difficili, trovare soluzioni innovative e persino rielaborare esperienze traumatiche. Questa combinazione di processo creativo e rielaborazione emotiva rende i sogni un terreno fertile per l’innovazione.

       

      Sogni e invenzioni

      Non è solo l’arte a trarre vantaggio dai sogni; anche molte invenzioni straordinarie sono nate nel sonno. Friedrich August Kekulé, un chimico tedesco, ebbe un sogno rivelatore che lo portò a scoprire la struttura del benzene. In sogno, vide una serpe che si mordeva la coda, simbolizzando un anello che rappresentava la struttura ciclica della molecola. Questo sogno fu fondamentale per la chimica organica moderna.

      Allo stesso modo, Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, ha dichiarato di trarre ispirazione dai sogni per le sue innovazioni. In un’intervista, ha parlato di come le sue visioni notturne lo abbiano portato a esplorare idee audaci nel campo della tecnologia spaziale e dell’energia sostenibile.

       

      La creatività nei sogni: un approccio culturale

      Non solo la scienza e l’arte traggono beneficio dai sogni. Diverse culture hanno riconosciuto il potere dei sogni nella creatività. Nella tradizione aborigena australiana i sogni sono visti come una connessione con il “Dreamtime“, un periodo in cui le storie e le leggende prendono vita. Gli aborigeni credono che i sogni siano una forma di comunicazione con gli antenati e che contengano insegnamenti vitali per la vita quotidiana.

      In Giappone, la pratica del “Yume” (sogno) è profondamente radicata nella cultura. Molti artisti giapponesi, come Yoko Ono, si ispirano ai sogni per le loro opere. Ono, ad esempio, ha creato installazioni che riflettono la fluidità e la complessità dei sogni, incoraggiando il pubblico a esplorare il proprio subconscio.

       

      Sogni e creatività - Yoko Ono

      © CIRCA _ Photographer Daniel Adhami

       

      Tecniche per stimolare sogni creativi

      Se desideri sfruttare il potere dei tuoi sogni per stimolare la creatività, ci sono diverse tecniche che puoi adottare. Ecco alcune pratiche consigliate:

      • Diario dei sogni: tieni un diario accanto al letto e annota i tuoi sogni non appena ti svegli. Questo ti aiuterà a ricordare i dettagli e a riflettere su di essi.
      • Meditazione prima di dormire: la meditazione può aiutarti a rilassare la mente e a prepararla per un sonno creativo. Concentrati su un’idea o un problema specifico prima di addormentarti.
      • Tecnica del sogno lucido: imparare a diventare consapevoli durante i sogni ti permette di esplorare liberamente il tuo subconscio e di influenzare le tue esperienze oniriche.
      • Visualizzazione: prima di addormentarti, visualizza un obiettivo o una domanda specifica. Questo può aiutare a guidare i tuoi sogni verso argomenti creativi.
      • Dormire comodi: un sonno di qualità richiede un ambiente confortevole. Dormire su un materasso e cuscini adeguati non solo migliora il riposo, ma favorisce anche sogni più vividi e creativi. Assicurati di creare uno spazio che incoraggi il rilassamento. Se desideri approfondire l’importanza di un buon sistema di riposo, puoi consultare la nostra pagina dedicata.
      • Routine del sonno regolare: stabilire una routine di sonno regolare migliora la qualità del sonno e aumenta le probabilità di sogni vividi e significativi.

      Sogni e creatività - diario dei sogni

      Il legame tra sogni e creatività è affascinante e complesso. Dai sogni che ispirano artisti e scienziati alle pratiche culturali che celebrano l’inconscio, è chiaro che il sonno non è solo un momento di riposo, ma un’opportunità per esplorare e scoprire. Come dimostrano gli aneddoti di McCartney, Dali e Kekulé, i sogni possono essere una vera e propria fonte d’ispirazione, un viaggio nell’ignoto che offre nuove prospettive e idee innovative.

      Noi di Imperial-life, da quasi 35 anni, ci dedichiamo al benessere del riposo e comprendiamo quanto sia fondamentale un buon sistema di riposo per favorire la creatività e il relax. Un materasso di alta qualità, un supporto ergonomico e materiali traspiranti sono elementi chiave per garantirti un sonno ristoratore e ricco di sogni ispiratori. Dato che trascorriamo circa un terzo della nostra vita dormendo, è essenziale ottimizzare questo momento.

      Se desideri scoprire come migliorare la qualità del tuo sonno e trovare le soluzioni più adatte a te, ti invitiamo a contattarci. Compila il form in fondo alla pagina per parlare con uno dei nostri esperti del riposo. Siamo qui per aiutarti a riposare meglio e a vivere ogni giorno con energia e creatività!

      Riferimenti

      Wagner, U., Gais, S., Haider, H., & Rasch, B. (2004). “Sleep inspires insight.” Journal of Sleep Research, 13(3), 247-253.
      McCartney, P. (1982). Many Years From Now. London: HarperCollins.
      Dali, S. (1970). The Secret Life of Salvador Dali. New York: Dial Press.
      Kekulé, F. A. (1865). “On the Structure of the Benzene Molecule.” Chemical Society Transactions.
      Ono, Y. (2000). Grapefruit. New York: Simon & Schuster.

       

        Dimostra di essere umano selezionando tazza.

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        I rituali del sonno nelle diverse culture: curiosità e tradizioni dal mondo

        L’estate è il momento ideale per viaggiare ed esplorare nuove culture e scoprire le affascinanti tradizioni che caratterizzano diverse parti del mondo. Tra queste, i rituali del sonno sono particolarmente interessanti perché riflettono le diverse concezioni del riposo e del benessere.

        In questo articolo, intraprenderemo un viaggio virtuale attraverso i continenti per conoscere i più affascinanti rituali del sonno. Dalla siesta spagnola ai futon giapponesi, fino ai rituali di sonno dei popoli indigeni, esploreremo come il sonno è celebrato e vissuto nelle diverse culture.

        I letti Futon giapponesi: un rito di minimalismo e funzionalità

        In Giappone, i rituali del sonno sono influenzati da una cultura di minimalismo e funzionalità. Il futon, un materasso sottile e flessibile che può essere ripiegato e riposto durante il giorno, è una parte essenziale del rito del sonno giapponese. Posizionato su un tatami, un pavimento di paglia intrecciata, il futon offre un supporto rigido che aiuta a mantenere la colonna vertebrale allineata.

        Un altro rito del sonno giapponese è l'”inemuri,” ovvero “dormire mentre si è presenti.” Questo rituale consiste nel dormire brevemente in pubblico o al lavoro ed è considerato un segno di dedizione. L’inemuri rappresenta un modo per gestire il riposo in una società altamente produttiva e frenetica.

        I rituali del sonno dei popoli indigeni

        I popoli indigeni di varie regioni del mondo hanno sviluppato rituali del sonno che rispecchiano la loro stretta relazione con l’ambiente naturale. Nelle comunità indigene dell’Amazzonia, ad esempio, dormire in amache sospese è un rito comune. Queste amache offrono protezione dagli insetti e dagli animali terrestri, oltre a essere facilmente trasportabili, un vantaggio per le comunità con uno stile di vita nomade.

        Rituali del sonno - Dormire nell'amaca

        Un altro affascinante rituale del sonno è quello dei popoli Inuit dell’Artico. In queste regioni estremamente fredde, il sonno è spesso condiviso per motivi di calore e sicurezza. Dormire insieme in spazi ristretti non è solo una necessità pratica, ma un rito che rafforza i legami sociali e comunitari.

        La siesta spagnola: un rito pomeridiano

        Tra i rituali del sonno più noti al mondo, la siesta spagnola occupa un posto d’onore. In Spagna e in alcuni paesi dell’America Latina, la siesta rappresenta una pausa Rituali del sonno - La siestapomeridiana, solitamente di 20-30 minuti, che segue il pranzo. Questo rituale ha radici antiche, risalenti ai tempi dell’Impero Romano, quando la pausa durante le ore più calde del giorno era essenziale per trovare sollievo dal calore.

        Oltre a essere un rito culturale, la siesta offre comprovati benefici per la salute. Studi scientifici indicano che una breve siesta migliora l’umore, la vigilanza e le prestazioni cognitive. Tuttavia, con l’urbanizzazione e il cambiamento degli stili di vita, questo rituale del sonno sta lentamente scomparendo dalle grandi città spagnole.

        Il sonno polifasico: un rito antico e moderno

        Il sonno polifasico è un altro rito del sonno che prevede più periodi di sonno brevi distribuiti durante la giornata. Questo rituale è osservato in diverse culture e epoche storiche. Ad esempio, alcuni monaci buddisti praticano il sonno polifasico per dedicare più tempo alla meditazione. Nella società moderna, alcuni adottano questo rito per aumentare la produttività e avere più ore di veglia.

        La siesta italiana: un rito di riposo

        Rituali del sonno - Il pisolino

        Anche in Italia, specialmente nel sud, la siesta è un rituale di sonno consolidato. Conosciuto come “pennichella” o “pisolino“, questo rito è praticato durante le calde giornate estive, quando le temperature sono elevate e le attività rallentano. Sebbene questo rituale stia scomparendo nelle grandi città, resta un importante aspetto della cultura rurale italiana.

        Il sonno in spazi pubblici in Cina: un rito quotidiano

        In Cina, il sonno in spazi pubblici è un rito quotidiano ampiamente accettato. Che si tratti di un parco, un treno o un ufficio, fare un breve pisolino in pubblico è considerato normale e spesso necessario per mantenere l’efficienza lavorativa. Questo rito è radicato nella cultura cinese, dove lunghe ore di lavoro sono la norma e un breve riposo durante il giorno è essenziale.

        I rituali del sonno nei paesi nordici

        Nei paesi nordici come Norvegia, Svezia e Finlandia, esiste un rito del sonno unico per i bambini: il pisolino all’aperto. Anche nei mesi invernali, è comune vedere bambini dormire nei passeggini all’aperto. Questo rituale è basato sulla convinzione che l’aria fresca favorisca un sonno migliore e rafforzi il sistema immunitario dei bambini.

        Rituali del sonno - Paesi scandinavi

        I rituali del sonno variano significativamente da una cultura all’altra, riflettendo le diverse influenze storiche, ambientali e sociali. Dalla siesta spagnola ai futon giapponesi, passando per le amache indigene e i pisolini all’aperto nei paesi nordici, questi rituali offrono uno sguardo affascinante su come il sonno è integrato nella vita quotidiana in tutto il mondo. Capire e apprezzare questi rituali del sonno non solo arricchisce la nostra conoscenza culturale, ma può anche ispirare nuove abitudini che migliorano il nostro riposo e benessere.

        Noi di Imperial-life ci occupiamo da quasi 35 anni di benessere del riposo e abbiamo individuato alcuni elementi comuni che dovrebbe avere un buon sistema di riposo per permetterti di riposare al meglio per quel 1/3  di vita che passi dormendo.
        Contattaci compilando il form sotto per parlare di questo con un nostro esperto del riposo.

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          Riferimenti

          National Geographic. “The History of the Siesta.” Retrieved from https://www.nationalgeographic.com
          Harvard Medical School. “The Benefits of Napping.” Retrieved from https://www.health.harvard.edu
          Japan National Tourism Organization. “Sleeping in Japan: Futons and Tatami.” Retrieved from https://www.japan.travel
          University of Tokyo. “Inemuri: Sleeping While Present in Japan.” Retrieved from https://www.u-tokyo.ac.jp
          Smithsonian Magazine. “Sleeping in Hammocks: A Tradition in Amazonian Cultures.” Retrieved from https://www.smithsonianmag.com
          Canadian Museum of History. “Inuit Sleeping Traditions.” Retrieved from https://www.historymuseum.ca
          Journal of Sleep Research. “Polyphasic Sleep: Ancient Practices and Modern Implications.” Retrieved from https://www.journalofsleepresearch.com
          La Repubblica. “La Pennichella Italiana: Una Tradizione che Resiste.” Retrieved from https://www.repubblica.it
          Scandinavian Journal of Public Health. “Outdoor Napping for Infants: Health Benefits and Cultural Norms.” Retrieved from https://www.scandinavianjournalofpublichealth.com
          China Daily. “The Culture of Public Sleeping in China.” Retrieved from https://www.chinadaily.com.cn