logo_white

Contatti

Via Postal, 45
38098 S. Michele all’Adige (TN)

Follow Us

Category: blog

blank

Perché siamo più stanchi dopo le vacanze? La scienza del “post-festività burnout”

Dovremmo tornare riposati, rigenerati, carichi di energia.
E invece succede spesso l’opposto: dopo le vacanze ci sentiamo più stanchi di prima, irritabili, con la sensazione di non aver mai davvero recuperato.

Se ti riconosci in questa descrizione, sappi che non sei solo. La stanchezza dopo le vacanze non è pigrizia né mancanza di motivazione: è un fenomeno reale, studiato dalla scienza, che coinvolge sonno, stress, ormoni e ritmo biologico.

In questo articolo vediamo perché succede, cosa accade al nostro corpo durante le feste o le ferie e, soprattutto, come rientrare senza trascinarsi dietro un senso di spossatezza che dura settimane.

 

La stanchezza dopo le vacanze esiste davvero (e ha un nome)

Gli psicologi parlano di post-holiday blues o, nei periodi più intensi come Natale e Capodanno, di post-festività burnout.

Non è una patologia, ma una risposta fisiologica e mentale a tre fattori principali:

  • cambiamento improvviso di routine
  • alterazione del sonno
  • sovraccarico emotivo e sociale

Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Occupational Health Psychology, il recupero dalle ferie non è automatico: senza un rientro graduale, i benefici delle vacanze possono svanire in meno di una settimana.

 

Vacanze ≠ riposo (almeno non sempre)

Uno degli errori più comuni è pensare che “essere in vacanza” significhi automaticamente riposare.

In realtà, durante le ferie spesso:

  • andiamo a dormire più tardi
  • dormiamo in ambienti diversi dal solito
  • mangiamo di più e in modo irregolare
  • beviamo più alcol
  • siamo esposti a stimoli continui (viaggi, persone, eventi)

Il risultato?
Il corpo è lontano dal lavoro, ma il sistema nervoso non riposa davvero.

Vacanze diverso da riposo

Il ruolo chiave del sonno nella stanchezza dopo le vacanze

Il sonno è uno dei principali responsabili della stanchezza post-festività.

1. Orari sballati = ritmo circadiano confuso

Durante le vacanze tendiamo a ignorare orari regolari. Questo manda in confusione il nostro orologio biologico, che regola:

  • produzione di melatonina
  • livelli di cortisolo
  • energia mentale

Rimettersi in carreggiata richiede tempo: in media 5-7 giorni, secondo la Sleep Foundation.

2. Sonno più leggero

Dormire in letti diversi, con rumori nuovi o temperature non ottimali riduce la qualità del sonno profondo (fase N3), quella davvero rigenerante.

È uno dei motivi per cui si può dormire “tanto” ma svegliarsi comunque stanchi.

 

Stress “positivo” che diventa stress vero

Le vacanze non sono solo relax: sono anche stimolazione emotiva intensa.

Famiglia, pranzi lunghi, aspettative sociali, viaggi, bambini a casa, impegni continui.
Tutto questo attiva il sistema dello stress, anche se in modo apparentemente piacevole.

Il problema nasce dopo, quando:

  • il livello di cortisolo resta alto
  • la routine lavorativa riparte all’improvviso
  • il corpo non ha avuto tempo di recuperare

È qui che compare la stanchezza persistente, quella che non passa con una sola notte di sonno.

 

Il “paradosso delle vacanze”: perché il cervello si affatica

Un altro aspetto poco considerato è il carico decisionale.

Durante le ferie prendiamo moltissime micro-decisioni:

  • cosa fare
  • dove andare
  • quando mangiare
  • con chi passare il tempo

Secondo uno studio della Stanford University, l’eccesso di decisioni affatica la corteccia prefrontale, la stessa area coinvolta in concentrazione e autocontrollo.

Risultato: al rientro ci sentiamo mentalmente scarichi.

 

Perché gennaio è il mese più duro

Non è un caso se la stanchezza dopo le vacanze esplode a gennaio.

Entrano in gioco anche fattori stagionali:

  • meno luce naturale
  • giornate più corte
  • temperature basse
  • calo della vitamina D

Tutti elementi che influenzano umore ed energia.
Il corpo è biologicamente portato a rallentare, ma la vita quotidiana ci chiede l’opposto.

 

Come recuperare davvero dopo le vacanze (senza aspettare marzo)

La buona notizia è che si può ridurre la stanchezza post-festività con alcune strategie concrete.

1. Ripristinare subito il sonno

Nei primi giorni di rientro, il sonno è la priorità numero uno.
Andare a letto e svegliarsi a orari regolari aiuta il cervello a “resettarsi”.

Dormire bene non significa solo dormire abbastanza, ma dormire in modo continuo e profondo. Anche la qualità del supporto su cui dormiamo gioca un ruolo fondamentale.

2. Rientro graduale (quando possibile)

Riprendere tutto subito amplifica il burnout.
Anche piccoli accorgimenti aiutano: meno impegni serali, pause reali, ritmi più lenti per qualche giorno.

3. Movimento leggero

Camminare, stretching, attività dolci aiutano a riattivare il metabolismo senza stressare ulteriormente il corpo.

4. Nutrizione e idratazione

Dopo le feste il corpo ha bisogno di semplicità: pasti regolari, meno zuccheri, più acqua.

 

Il riposo come alleato contro la stanchezza dopo le vacanze

stanchezza post festività - il sistema di riposo

Spesso sottovalutiamo quanto l’ambiente del sonno influenzi il recupero.

Un sistema di riposo corretto per il tuo corpo favorisce:

  • rilassamento muscolare
  • migliore circolazione
  • meno micro-risvegli notturni

Imperial-life lavora da 35 anni proprio su questo principio: il recupero inizia di notte, ed è ancora più importante nei periodi di transizione come il rientro dalle vacanze.

Forse il messaggio più importante è questo: la stanchezza dopo le vacanze non va combattuta a colpi di forza di volontà.

È un segnale.
Il corpo ci sta dicendo che ha bisogno di:

  • regolarità
  • sonno di qualità
  • tempi più umani

Ignorarla porta solo a trascinarsela più a lungo.

 

Il vero recupero non finisce con le ferie

Le vacanze sono una pausa, non una bacchetta magica.
Il vero recupero avviene dopo, quando torniamo alla quotidianità e costruiamo un equilibrio sostenibile tra lavoro, riposo e vita personale.

Se senti che la stanchezza dopo le vacanze non passa e vuoi migliorare davvero la qualità del tuo riposo, puoi compilare il form qui sotto e richiedere una consulenza gratuita con un esperto del riposo Imperial-life.
A volte basta dormire meglio per tornare ad avere energia, lucidità e benessere — anche a gennaio.

    Dimostra di essere umano selezionando camion.

     

    Fonti e riferimeni

     

    blank

    Smartphone e sogno: come la tecnologia sta cambiando il modo in cui dormiamo e sogniamo

    La tecnologia ci accompagna ovunque: mentre lavoriamo, mangiamo, ci alleniamo. E spesso anche quando dormiamo.
    Luce blu, notifiche, social, binge-watching… tutti elementi che non solo modificano il nostro riposo, ma influenzano anche il nostro modo di sognare, il ciclo REM e persino l’equilibrio emotivo durante la notte.

    In questo articolo esploriamo il legame tra tecnologia e sonno, basandoci su studi scientifici recenti, e capiremo come il nostro cervello reagisce all’iper-connessione. Un tema attualissimo che riguarda tutti — adulti, adolescenti, genitori — e che merita di essere compreso a fondo.

     

    Come la tecnologia sta cambiando il nostro sonno

    Negli ultimi dieci anni la nostra relazione con il sonno è cambiata drasticamente, e la principale responsabile è la presenza costante degli schermi nella nostra vita.

    1. La luce blu e il ritardo del sonno

    Secondo uno studio della Harvard Medical School, la luce blu emessa da smartphone, tablet e pc inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia. Risultato? Il cervello riceve il messaggio sbagliato: “È giorno, resta sveglio”.

    La conseguenza è:

    • difficoltà ad addormentarsi,
    • riduzione delle ore di sonno,
    • sonno più leggero e frammentato.

    2. I social che attivano dopamina

    Scorrere TikTok o Instagram di notte stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore del piacere.

    Il problema?
    La dopamina “accende” il cervello, rendendo più difficile scendere verso stati di rilassamento necessari per dormire.

    Uno studio del Journal of Behavioral Addictions mostra che usare i social nelle ultime due ore prima di dormire aumenta dell’80% il rischio di insonnia.

    3. Le notifiche invisibili

    Anche quando lo smartphone non vibra, il solo attenderlo attiva il cervello.
    È ciò che gli psicologi chiamano vigilanza anticipatoria: una sorta di allerta costante che impedisce di entrare nella fase profonda del sonno (N3).

     

    Tecnologia e sogni: cosa cambia nella nostra mente di notte

    Non è solo il sonno a cambiare: è anche il modo in cui sogniamo.

    I sogni sono più vividi (e più strani)

    Secondo uno studio dell’Università di Adelaide, la sovra-stimolazione visiva provocata dagli schermi porta a sogni:

    • più intensi,
    • più veloci,
    • più frammentati,
    • più difficili da ricordare.

    Gli psicologi parlano di overload sensoriale: troppe informazioni accumulate durante il giorno, che il cervello fatica a elaborare.

    Tecnologia e sogni

    Aumentano gli “stress-dream”

    Smartphone, email e messaggi ci tengono “iperconnessi mentalmente”, anche quando chiudiamo gli occhi.
    Per questo molti esperti hanno rilevato un aumento di sogni legati a:

    • ansia,
    • scadenze,
    • impegni lavorativi,
    • notifiche o suoni che “entrano” nei sogni.

    Il fenomeno del TikTok REM

    Termine non ufficiale ma già discusso da psicologi del sonno: chi usa TikTok o Reels fino a tardi tende ad avere sogni caratterizzati da:

    • scene veloci,
    • contenuti “misti”,
    • cambi di tempo e luogo improvvisi.

    Il cervello imita la forma narrativa dello scrolling.

     

    Gli adolescenti: i più vulnerabili

    Gli adolescenti sono la categoria più colpita. Una ricerca dell’American Academy of Pediatrics mostra che l’uso dello smartphone dopo le 22:

    • ritarda il sonno di 1-2 ore,
    • peggiora l’umore del giorno dopo,
    • aumenta irritabilità e difficoltà di concentrazione,
    • riduce fino al 30% la fase REM.

    E meno REM significa:

    • meno memoria,
    • meno creatività,
    • meno capacità di regolare le emozioni.

    tecnologia e sonno - Gli adolescenti

    Dormire “bene” in un mondo iperconnesso: cosa possiamo fare?

    Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di imparare a usarla in modo consapevole.

    1. Fissare un “digital sunset”

    Almeno 60-90 minuti senza schermi prima di dormire. Le alternative? Lettura, tisana, stretching leggero, meditazione.

    2. Tenere lo smartphone lontano dal letto

    Secondo la Sleep Foundation, tenerlo sul comodino aumenta del 50% la probabilità di controllarlo.

    3. Modalità aereo o “non disturbare”

    Riduce il rischio di micro-risvegli.

    4. Curare l’ambiente del riposo

    La tecnologia influisce sul sonno, ma anche la qualità del supporto su cui dormiamo.

    Un sistema di riposo ergonomico, traspirante e progettato per sostenere schiena e collo — come il New Emotion di Imperial-life — aiuta a compensare gli effetti negativi delle cattive abitudini serali, favorendo un sonno più profondo e continuo.

     

    Tecnologia e sonno: una questione di equilibrio

    La tecnologia non è “il nemico”.
    Il vero problema è quando la utilizziamo e quanto spazio mentale le lasciamo.

    Ricerche recenti mostrano che:

    • usare lo smartphone al mattino (non alla sera) non compromette il ritmo circadiano;
    • ascoltare playlist rilassanti o rumori bianchi migliora addirittura il sonno del 30%;
    • usare app che monitorano sonno e stress può aumentare la consapevolezza.

    tecnologia e sonno in un mondo iper connesso

    Insomma: tutto dipende da come la integriamo nella nostra routine.

    Se ti interessano i meccanismi del sonno e della mente, potrebbe piacerti anche questo articolo del nostro blog: Il sonno e l’intuito: perché le tue migliori idee arrivano di notte

    Conclusione: per dormire bene dobbiamo prenderci una pausa dal mondo digitale

    Il nostro cervello non è progettato per assorbire notifiche, schermi e stimoli senza limiti, soprattutto poco prima di dormire.
    Per questo la qualità del riposo non dipende solo dalla quantità di ore, ma da:

    1. come prepariamo la mente,
    2. come prepariamo il corpo,
    3. come prepariamo l’ambiente.

     

    Vuoi migliorare la qualità del tuo riposo e creare insieme a un esperto la routine serale perfetta per il tuo benessere?
    Compila il form qui sotto: un consulente Imperial-life ti aiuterà a scegliere il sistema di riposo più adatto e a creare un rituale notturno su misura per te.

    Dormire bene non è un lusso: è una scelta quotidiana.

      Dimostra di essere umano selezionando cuore.

       

      Fonti

      • Harvard Medical School, “Blue light has a dark side.”
      • Journal of Behavioral Addictions, 2019.
      • Sleep Medicine Reviews, “Technology use and sleep outcomes.”
      • American Academy of Pediatrics, “Screen time and adolescent sleep.”
      • Adelaide University Sleep Lab, “Dream vividness and sensory overload.”

      blank

      Idee regalo Natale benessere: i due set perfetti per sorprendere chi ami (e farlo stare davvero bene)

      Il periodo natalizio porta con sé magia, luci, profumi e… la solita domanda che ci accompagna puntualmente ogni anno: “Cosa posso regalare quest’anno?
      Un regalo deve essere bello, utile, significativo. Qualcosa che comunichi attenzione, cura, vicinanza.

      Ed è proprio qui che entra in gioco il tema del benessere: in un mondo frenetico, in cui tutti corriamo, lavoriamo, incastriamo impegni e responsabilità, un regalo legato al prendersi cura di sé diventa un vero gesto d’amore — uno di quelli che chi riceve non dimentica.

      Per questo abbiamo deciso di dedicare questo articolo alle idee regalo Natale benessere, con un’attenzione speciale ai due set pensati da Imperial-life, perfetti per portare relax, sollievo e qualità del riposo sotto l’albero.

       

      Perché scegliere un regalo benessere a Natale?

      Regalare benessere significa regalare tempo, cura e attenzione. E soprattutto significa scegliere un dono che verrà realmente usato, che migliorerà la quotidianità di chi lo riceve.

      Ecco perché sempre più persone scelgono regali legati al relax:

      • sono doni utili (e apprezzatissimi),
      • trasmettono un messaggio profondo: “Mi importa del tuo benessere”,
      • accompagnano la persona per mesi, non solo per pochi giorni,
      • si adattano a tutte le età e a tutte le esigenze.

      E soprattutto… non passeranno mai di moda, perché nessuno ha mai detto: “Riposo e benessere? No grazie, preferisco lo stress!”

       

      Due idee regalo Natale benessere: i set Imperial-life pensati per fare la differenza

      Imperial-life, da quasi 35 anni, si occupa di benessere del riposo e supporto posturale con un approccio artigianale, certificato e orientato alla qualità.
      Per questo Natale ha creato due set pensati per adattarsi a esigenze diverse, ma con un unico obiettivo: far stare meglio chi ami.

      Eccoli nel dettaglio.

      🎁 Set Benessere

      KIT BENESSERE

       

      Puoi acquistarlo qui: https://shop.imperial-life.com/negozio/set-benessere/

      Il Set Benessere è il regalo perfetto per chi desidera relax, distensione muscolare e una coccola quotidiana.
      All’interno trovi:

      Cofanetto Aloe

      Cinque prodotti a base di Aloe Vera e olio d’oliva per idratare, lenire e rigenerare la pelle. Dalla crema mani al gel anti-age, un rituale completo di bellezza e benessere quotidiano.

      Wool-Fresh

      Lo spray con Aloe Vera che igienizza tessuti e materassi, purifica l’aria e regala una piacevole sensazione di pulito naturale. Il tocco finale per un benessere che si respira.

      Krauter Oil

      Un concentrato naturale di erbe officinali 100%. Ideale per alleviare tensioni muscolari, idratare la pelle, favorire la respirazione o profumare gli ambienti. Un solo prodotto, infiniti benefici

      Perché regalarlo?

      Perché è un set multifunzione, equilibrato ed elegante, pensato per tutte quelle persone che hanno bisogno di prendersi un momento per sé — magari proprio a fine giornata, quando tutto si rallenta.

      È un regalo perfetto per:

      • chi ama i prodotti naturali,
      • chi cerca un momento di spa in casa,
      • chi ha un ritmo di vita frenetico,
      • chi svolge lavori fisici o stressanti.

       

      🎁 Set Antidolore

      KIT ANTI DOLORE

      Puoi acquistarlo qui: https://shop.imperial-life.com/negozio/set-antidolore/

      Il Set Antidolore è pensato invece per chi vive quotidianamente tensioni muscolari, contratture o fastidi posturali.
      Un regalo concreto, davvero utile, che dimostra attenzione e cura verso il benessere dell’altra persona.

      Al suo interno trovi:

      Softycare

      Multiuso e pratico, perfetto per sedie, divani o auto.
      Aiuta a ridurre infiammazioni e dolori articolari, offrendo relax e sostegno ogni volta che ne hai bisogno, anche per i tuoi amici a quattro zampe.

      Mediboot

      Lo stivaletto che favorisce la circolazione e riduce il gonfiore di piedi e gambe.
      Regala comfort e sollievo dopo lunghe giornate, migliorando la postura e la sensazione di leggerezza ad ogni passo.

      Power Back

      La fascia lombare che aiuta ad alleviare il dolore e migliorare la postura.
      Puoi indossarla sotto ogni capo, durante il lavoro o il tempo libero: dona sollievo costante e comfort per tutta la giornata.

      Perché regalarlo?

      Perché è un set che cambia la vita quotidiana: porta sollievo immediato e migliora la postura nel lungo periodo.

      È ideale per:

      • chi lavora molte ore seduto,
      • chi soffre di dolore lombare,
      • persone over 50,
      • sportivi,
      • chiunque abbia bisogno di un aiuto concreto e immediato.

       

      Idee regalo Natale benessere: perché questi set funzionano davvero

      I due set Imperial-life uniscono qualità, utilità e benessere personale, diventando così regali che non vengono messi in un cassetto ma utilizzati ogni giorno.

      Hanno 5 grandi vantaggi:

      1. Sono regali “intelligenti”

      Risolvono problemi reali: tensioni, stanchezza, stress, mancanza di tempo per prendersi cura di sé.

      2. Non sono banali

      È facile regalare una sciarpa o una tazza.
      Meno facile stupire con un regalo che migliora concretamente la vita.

      3. Sono adatti a tutte le età

      Giovani stressati, genitori indaffarati, nonni con dolori muscolari… tutti possono beneficiarne.

      4. Trasmettono un messaggio di cura

      Un dono che dice:
      Ti voglio vedere stare bene.

      5. Durano nel tempo

      Sono regali che si usano tutto l’anno, non solo durante le feste.

       

      Per chi sono perfetti questi regali?

      Ecco qualche idea per aiutarti a scegliere:

      Per la mamma:

      Il Set Benessere, per coccolarla e regalarle un momento tutto per sé.

      Per il papà:

      Il Set Antidolore, soprattutto se soffre di schiena o trascorre molte ore seduto.

      Per il partner:

      Entrambi i set funzionano: uno per momenti di relax, l’altro per supporto posturale.

      Per amici e colleghi:

      Il Set Benessere è una scelta elegante e non invasiva.

      Per nonni e suoceri:

      Il Set Antidolore sarà un dono utile e apprezzatissimo.

       

      Consiglio finale: come scegliere tra i due set?

      Poniti questa domanda: la persona a cui sto pensando ha più bisogno di relax o di sollievo?

      Relax → Set Benessere

      Sollievo e supporto → Set Antidolore

      Se la risposta è “entrambi”, allora avrai trovato il regalo perfetto per due persone diverse. Quest’anno regala benessere, non oggetti.

      Mai come oggi le persone cercano tempo, relax, cura, qualità del sonno e prodotti che facciano davvero la differenza. I set Imperial-life sono pensati proprio per questo: per portare benessere reale nella vita quotidiana.

      Puoi acquistarli qui: https://shop.imperial-life.com/catalogo/natale-2025/

      blank

      Cronotipo test: scopri in 2 minuti che tipo di dormitore sei

      Ti capita di sentirti pieno di energia la sera, mentre al mattino hai bisogno di tre caffè solo per aprire gli occhi? Oppure il contrario: alle 22 già sbadigli, ma all’alba sei incredibilmente produttivo?

      No, non è solo una questione di abitudini: dipende dal tuo cronotipo — l’orologio biologico che regola i tuoi ritmi di sonno e veglia.

      Scoprire il proprio cronotipo aiuta a capire quando dormire, mangiare e concentrarsi per vivere in armonia con il proprio ritmo naturale. In questo articolo ti spieghiamo cos’è, ti proponiamo un semplice cronotipo test e ti diamo consigli pratici per migliorare la qualità del tuo sonno.

      Cos’è il cronotipo

      Il termine “cronotipo” deriva dal greco chronos (tempo) e indica la predisposizione naturale a dormire e ad essere attivi in determinate ore della giornata.

      In pratica, ciascuno di noi ha un orologio interno che scandisce il ritmo circadiano (il ciclo di circa 24 ore che regola sonno, fame, temperatura corporea e ormoni).

      Il dottor Michael Breus, psicologo clinico del sonno e autore di The Power of When (2016), ha identificato quattro cronotipi principali, rappresentati da animali che incarnano diversi schemi di sonno:

      • 🐻 Orso – rappresenta la maggioranza delle persone; segue il ritmo del sole e dà il meglio di sé tra le 9:00 e le 17:00.
      • 🦁 Leone – si sveglia presto, è attivo al mattino e tende a crollare la sera.
      • 🐺 Lupo – fatica a svegliarsi presto ma è molto produttivo di sera.
      • 🐬 Delfino – dorme poco e in modo leggero, con difficoltà ad addormentarsi e frequenti risvegli.

      Michael Breus

      Conoscere il proprio cronotipo permette di organizzare la giornata in modo più naturale, migliorando energia, concentrazione e qualità del sonno.

       

      Il cronotipo test

      Rispondi a queste domande per capire a quale cronotipo appartieni.
      Annota la lettera (A, B, C o D) corrispondente alla risposta che ti descrive meglio.

      1. A che ora ti senti naturalmente sveglio e attivo, senza sveglia?

      A. Prima delle 7:00
      B. Tra le 7:00 e le 8:30
      C. Dopo le 9:00
      D. Dipende dai giorni, spesso faccio fatica ad alzarmi

      2. Quando ti addormenti con più facilità?

      A. Entro le 22:30
      B. Verso le 23:30
      C. Dopo mezzanotte
      D. Fatico ad addormentarmi anche se sono stanco

      3. In quale momento della giornata sei più produttivo?

      A. Mattina presto
      B. Tarda mattinata o primo pomeriggio
      C. Sera
      D. Variabile, dipende dal giorno

      4. Come ti senti al risveglio?

      A. Riposato e pronto a iniziare la giornata
      B. Un po’ assonnato, ma mi riprendo in fretta
      C. Distrutto: mi servono tempo e caffè
      D. Stanco, spesso mi sveglio durante la notte

      5. Quando preferisci mangiare i pasti principali?

      A. Colazione abbondante, cena leggera e presto
      B. Colazione leggera, pranzo regolare, cena entro le 20:30
      C. Saltare la colazione non mi pesa, ma amo cenare tardi
      D. Non ho orari fissi, dipende dal sonno

      I RISULTATI DEL TEST PUOI TROVARLI IN FONDO ALLA PAGINA

       

      Come usare i risultati del cronotipo test

      Conoscere il tuo cronotipo non è solo una curiosità: può davvero migliorare il tuo benessere quotidiano.

      Ecco come:

      • Se possibile, adatta gli orari di lavoro o studio ai momenti in cui ti senti più attivo. Se non è possibile  cerca di organizzare le attività lavorative che richiedono più impegno in quegli orari.
      • Rispetta il tuo ritmo naturale: dormire e svegliarsi a orari regolari aiuta il cervello a ottimizzare energia e concentrazione.
      • Crea una routine serale coerente con il tuo cronotipo: luci soffuse, niente schermi e un ambiente confortevole.

      cronotipo test lupo

      I cronotipi e la qualità del sonno

      Secondo uno studio pubblicato su Sleep Medicine, i cronotipi “lupo” e “delfino” sono i più soggetti a disturbi del sonno, perché tendono a vivere in un ritmo sociale che non coincide con quello biologico.

      Ad esempio, chi si sveglia presto per obbligo ma ha un cronotipo serale accumula “debito di sonno”, con effetti su concentrazione, umore e salute.

      Un modo efficace per ridurre questi effetti è curare la qualità del riposo, creando un ambiente che favorisca le fasi profonde del sonno.

      Un sistema di riposo ergonomico e personalizzabile in base alle esigenze di ognuno , come il sistema di riposo New Emotion di Imperial-life, aiuta il corpo a rilassarsi e a seguire in modo naturale il proprio ritmo biologico.

       

      Vivere in armonia con il proprio cronotipo

      Ogni cronotipo ha punti di forza e sfide diverse:

      • I Leoni dovrebbero imparare a rallentare la sera e non sovraccaricarsi di impegni mattutini.
      • Gli Orsi beneficiano di pause regolari e routine equilibrate.
      • I Lupi dovrebbero evitare esposizione a luce blu dopo cena e cercare di regolarizzare gli orari di sonno.
      • I Delfini traggono vantaggio da tecniche di rilassamento e ambienti di riposo confortevoli.

      L’importante è non forzare la propria natura, ma imparare a rispettarla.

      Se ti interessa approfondire il legame tra sonno e produttività, leggi anche il nostro articolo Il sonno e l’intuito: perché le tue migliori idee arrivano di notte: scoprirai come dormire meglio può aumentare creatività e concentrazione.

       

      Conclusione: conoscere se stessi per dormire meglio

      Il cronotipo test è un piccolo strumento per capire come funzioniamo davvero. Sapere se sei gufo, orso, leone o delfino ti aiuta a organizzare la giornata in modo più armonico e migliorare la qualità del tuo sonno.

      Conoscere il tuo cronotipo è il primo passo. Il secondo è creare le giuste condizioni per dormire bene.

      Compila il form qui sotto per ricevere una consulenza gratuita con un esperto del riposo Imperial-life: scoprirai come adattare il tuo ambiente e il tuo sistema di riposo alle esigenze del tuo corpo — per dormire meglio, vivere meglio e svegliarti davvero riposato.

       

        Dimostra di essere umano selezionando chiave.

         

        Risultati del cronotipo test

        Maggioranza di A Leone
        Sei una persona mattiniera, ami la routine e dai il meglio di te al mattino. Il tuo segreto è iniziare presto e chiudere la giornata in tranquillità.

        Maggioranza di B → Orso
        Hai un ritmo regolare e ti adatti bene alla vita “standard”. Ti senti attivo tra le 9 e le 17 e il tuo sonno è generalmente buono.

        Maggioranza di C → Lupo
        La notte è il tuo regno: sei creativo e concentrato quando gli altri dormono. Il rischio è accumulare sonno perso durante la settimana.

        Maggioranza di D → Delfino
        Hai un sonno leggero e sensibile allo stress. Ti serve un ambiente rilassante e una routine serale costante per dormire bene.

         

        Fonti

        Breus, M. (2016). The Power of When. Little, Brown and Company.

        Sleep Medicine (2018), “Chronotype and sleep quality.”

        National Sleep Foundation, “Understanding chronotypes.”

        Harvard Health Publishing, “Are you a night owl or a morning lark?”

        blank

        Volontariato e salute: i benefici per chi lo fa e per la comunità

        Il volontariato è spesso raccontato come un gesto altruista che arricchisce chi riceve aiuto. In realtà, diversi studi dimostrano che il volontariato è una delle attività più salutari anche per chi lo pratica. Non solo migliora il benessere emotivo e mentale, ma rafforza la salute fisica e, secondo alcune ricerche, può persino allungare la vita.

        In questo articolo esploriamo il legame tra volontariato e salute, con uno sguardo scientifico ai benefici personali e collettivi e raccontiamo come Imperial-life collabora da anni con le associazioni locali per diffondere cultura del benessere e sostegno concreto.

         

        I benefici del volontariato per la salute personale

        Volontari e studiosi lo sanno: chi aiuta gli altri finisce per aiutare anche se stesso.

        • Riduzione dello stress: aiutare gli altri riduce i livelli di cortisolo e abbassa la pressione sanguigna.
        • Miglioramento dell’umore: il volontariato stimola la produzione di ossitocina e serotonina, gli ormoni del benessere.
        • Maggiore longevità: uno studio pubblicato su Psychological Science ha mostrato che chi fa volontariato regolare ha una speranza di vita più alta rispetto a chi non lo pratica.
        • Benefici cognitivi: chi dedica tempo agli altri mantiene più attive memoria e capacità di concentrazione.

        Secondo la Mayo Clinic, il volontariato è uno dei modi più semplici per migliorare salute mentale e fisica insieme.

         

        Volontariato e salute della comunità

        I benefici non si fermano al singolo volontario. Il volontariato migliora la salute dell’intera comunità, perché:

        • riduce l’isolamento sociale,
        • crea reti di supporto,
        • offre aiuto a categorie fragili,
        • stimola senso di appartenenza e fiducia reciproca.

        Quando le persone si prendono cura degli altri, tutta la collettività diventa più resiliente. E qui entra in gioco anche il ruolo delle aziende che decidono di sostenere concretamente le associazioni.

        Imperial-life e le associazioni come si combinano

        Imperial-life e le associazioni: come si combinano

        Da oltre 35 anni Imperial-life si occupa di benessere del riposo. Ma il nostro impegno non si limita ai prodotti: crediamo che il benessere sia anche sociale e per questo collaboriamo attivamente con associazioni e realtà di volontariato locali.

        La nostra scelta è chiara: invece di puntare solo su canali pubblicitari tradizionali, abbiamo deciso di investire nel tessuto sociale. Collaboriamo con le associazioni per:

        • organizzare insieme eventi benessere, momenti in cui i volontari e la comunità possono scoprire come prendersi cura della propria salute e ricevere consulenze personalizzate sul riposo.
        • offrire un contributo economico concreto alle associazioni che scelgono di collaborare, così da sostenerne le attività sul territorio. Infatti, le associazioni che collaborano con Imperial-life, possono ottenere fno a 1500€ di contributo economico all’anno, da utilizzare per le attività dell’associazione.
        • diffondere cultura del benessere: crediamo che parlare di sonno e salute in contesti associativi significhi far arrivare messaggi di valore alle persone in modo diretto e autentico.

        Puoi approfondire il nostro approccio dedicato alle associazioni visitando la pagina CONTRIBUTO ASSOCIAZIONI.

         

        Le testimonianze delle associazioni

        Non siamo noi a dirlo, ma chi ha già collaborato con noi.Negli anni, infatti, tante associazioni locali hanno deciso di organizzare insieme a noi eventi di benessere, ricevendo in cambio non solo momenti formativi e di valore per i propri soci, ma anche un contributo economico concreto per sostenere le loro attività.

        Questo modello è la dimostrazione pratica del nostro approccio: investire nelle persone e nella comunità, scegliendo di far conoscere i nostri prodotti attraverso iniziative che lasciano un segno positivo sul territorio.

        Abbiamo raccolto alcune testimonianze dirette da parte delle associazioni che hanno collaborato con noi e che hanno potuto beneficiare del nostro supporto:

        È il caso della Croce Bianca di Leno, che organizza serate con noi da tempo.

         

        O di questo oratorio, è il terzo evento che le volontarie decidono di organizzare con noi e questa volta hanno raccolto ben 1.200 €! Un contributo che useranno per installare pannelli fotovoltaici e rendere la struttura più sostenibile.

        Sono esempi concreti di come il nostro modello di collaborazione crei valore per tutti: per le persone che partecipano agli eventi, per le associazioni che ricevono un sostegno economico e per la comunità che si arricchisce di momenti di incontro e salute.

         

        Prendersi cura di chi si prende cura degli altri

        Il legame tra volontariato e salute è chiaro: chi aiuta gli altri vive meglio, più a lungo e con maggiore serenità. Ma per continuare a donare tempo e passione, anche i volontari hanno bisogno di supporto.

        Per questo Imperial-life ha scelto di stare al fianco delle associazioni, organizzando eventi benessere e offrendo contributi economici che aiutano a sostenere le loro attività.

        Anche tu fai parte di un’associazione o ne conosci una che potrebbe voler beneficiare del contributo economico di Imperial-life?
        Compila il modulo qui sotto e verrai contattato dal nostro event-manager di zona per organizzare un evento benessere dedicato alla tua realtà.

         

          Dimostra di essere umano selezionando auto.

           

          Fonti

          Psychological Science, “Volunteering and longevity.”

          Mayo Clinic, “The health benefits of volunteering.”

          Harvard Health Publishing, “How helping others helps you.”

          Journal of Health Psychology, “Volunteering and health outcomes.”

          blank

          Il “jet lag sociale”: cos’è e come incide sul nostro corpo

          Molti conoscono il jet lag da viaggio: quella sensazione di stanchezza e confusione dopo aver attraversato più fusi orari. Ma c’è un disturbo più subdolo, che colpisce milioni di persone ogni giorno senza bisogno di prendere un aereo: il jet lag sociale.

          Si tratta della discrepanza tra i nostri orari biologici interni e quelli dettati dagli impegni sociali e lavorativi. In altre parole, quando il nostro corpo vorrebbe dormire o svegliarsi a orari diversi da quelli che la società ci impone. Ed è un problema molto più diffuso di quanto si pensi.

           

          Cos’è il jet lag sociale

          Il termine è stato coniato dal cronobiologo Till Roenneberg dell’Università di Monaco, per descrivere lo “sfasamento” tra l’orologio biologico interno (ritmo circadiano) e l’orologio sociale esterno.

          Un esempio classico: sei una persona “gufo”, che naturalmente tende ad addormentarsi tardi, ma il lavoro ti costringe ad alzarti ogni giorno alle 7 del mattino. Così accumuli sonno perso durante la settimana e provi a recuperarlo nel weekend, creando uno sfasamento che ricorda i sintomi del jet lag da viaggio.

           

          I sintomi del jet lag sociale

          Il jet lag sociale non è solo fastidioso, ma ha effetti concreti su corpo e mente. I sintomi più comuni sono:

          • difficoltà di concentrazione e memoria;
          • sonnolenza diurna e cali improvvisi di energia;
          • irritabilità e sbalzi d’umore;
          • disturbi digestivi;
          • alterazioni del metabolismo.

          Uno studio dell’Università di Pittsburgh ha dimostrato che chi soffre di jet lag sociale cronico ha un rischio maggiore di sviluppare obesità, diabete e problemi cardiovascolari.

           

          Perché fa male al corpo

          Il nostro organismo è governato dal ritmo circadiano, un orologio interno che regola funzioni fondamentali: produzione di ormoni, temperatura corporea, pressione sanguigna, fame e sonno.

          Quando forziamo questo orologio con sveglie anticipate, turni lavorativi, serate tirate fino a tardi o ore di sonno recuperate nel weekend, costringiamo il corpo a vivere “fuori sincrono”.

          Jet leg social Perché fa male al corpo

          Il risultato? Maggiore stress, indebolimento del sistema immunitario e invecchiamento accelerato delle cellule, come riportato in uno studio pubblicato su Current Biology.

           

          Jet lag sociale e salute mentale

          Non è solo il corpo a soffrire. Anche la mente risente dello sfasamento costante tra orologio interno ed esterno. Chi vive in jet lag sociale cronico:

          • ha più probabilità di soffrire di ansia e depressione;
          • tende ad avere cali di motivazione;
          • è più esposto al rischio di burnout.

          Secondo la National Sleep Foundation, dormire a orari regolari riduce fino al 60% i sintomi di stress e depressione legati al ritmo circadiano alterato.

           

          Come capire se soffri di jet lag sociale

          Ecco alcuni segnali rivelatori:

          1. Dormi molto più a lungo nei weekend rispetto ai giorni feriali.
          2. Ti senti costantemente stanco, anche se “dormi abbastanza”.
          3. Ti addormenti tardi anche quando ti imponi di andare a letto presto.
          4. Hai difficoltà a concentrarti e ti servono più caffè del solito per restare sveglio.

          Se ti riconosci in questi comportamenti, è probabile che il tuo orologio biologico e quello sociale non siano allineati.

           

          Strategie per ridurre il jet lag sociale

          La buona notizia è che esistono strategie pratiche per ridurre gli effetti negativi del jet lag sociale:

          1. Mantieni orari regolari

          Cerca di andare a dormire e svegliarti alla stessa ora, anche nei weekend. Stabilizzare i ritmi è il primo passo per ricalibrare l’orologio interno.

          2. Esporsi alla luce naturale

          La luce è il principale sincronizzatore del ritmo circadiano. Passa del tempo all’aperto al mattino, per aiutare il corpo a capire che è ora di “attivarsi”.

          3. Riduci le luci artificiali la sera

          Smartphone, tablet e pc emettono luce blu che ritarda la produzione di melatonina. Spegni gli schermi almeno un’ora prima di dormire.

          4. Cura l’ambiente del sonno

          Un ambiente confortevole favorisce un sonno più profondo e regolare. Il sistema di riposo New Emotion di Imperial-life
          è progettato per sostenere il corpo in modo ergonomico e migliorare la qualità del sonno, aiutandoti a entrare più facilmente nelle fasi profonde.

          rete

          5. Fai attenzione alla caffeina e ai pasti serali

          Evita caffeina dopo le 16 e pasti troppo abbondanti la sera: entrambi disturbano il ritmo del sonno.

           

          Jet lag sociale e lavoro: un problema moderno

          Il jet lag sociale è particolarmente diffuso nelle società moderne, dove orari di lavoro standardizzati non rispettano la diversità dei cronotipi (le inclinazioni naturali ad addormentarsi presto o tardi).

          Secondo una ricerca condotta dall’Università di Monaco, circa il 70% delle persone vive in costante jet lag sociale, con conseguenze sulla produttività e sulla salute pubblica.

          Alcune aziende stanno iniziando a sperimentare orari più flessibili, per permettere ai dipendenti di rispettare il proprio cronotipo. I risultati mostrano maggiore benessere e meno assenteismo.

          Se vuoi approfondire gli effetti del sonno sulla salute a lungo termine, ti consigliamo la lettura del nostro articolo Dormire male ti fa invecchiare prima? Ecco cosa dice la scienza. Troverai spunti scientifici interessanti sul legame tra sonno e invecchiamento.

           

          Conclusione

          Il jet lag sociale non è solo un fastidio, ma un vero rischio per la salute fisica e mentale. Imparare ad allineare i propri ritmi interni con quelli esterni è fondamentale per vivere meglio, essere più produttivi e sentirsi più in equilibrio.

          👉 Vuoi capire come migliorare la qualità del tuo sonno e il riposo stressato da ritmi frenetici?
          Compila il form qui sotto per una consulenza gratuita con un esperto Imperial-life: insieme troveremo la soluzione più adatta al tuo riposo.

            Dimostra di essere umano selezionando tazza.

             

            Fonti

            Roenneberg, T. et al. (2012). “Social jetlag and obesity.” Current Biology.

            Wittmann, M. et al. (2006). “Social jetlag: misalignment of biological and social time.” Chronobiology International.

            National Sleep Foundation, “Circadian Rhythms and Your Health.”

            University of Pittsburgh, “Social jetlag, metabolic health and cardiovascular risk.”

            blank

            Perché sogniamo le persone che non sentiamo più?

            È una delle esperienze più comuni e misteriose: sognare un ex, un vecchio amico o qualcuno che non fa più parte della nostra vita. Ci svegliamo confusi, a volte turbati, altre volte nostalgici, chiedendoci: perché sogniamo certe persone, proprio quelle che non sentiamo più?

            La risposta non è unica, ma un intreccio tra memoria, emozioni e meccanismi cerebrali che lavorano durante il sonno. In questo articolo esploreremo i motivi per cui il nostro inconscio sceglie di farci incontrare nei sogni volti del passato.

             

            Cosa accade al cervello quando sogniamo

            Il sogno nasce principalmente durante la fase REM (Rapid Eye Movement) del sonno, caratterizzata da intensa attività cerebrale e movimenti rapidi degli occhi. In questa fase:

            • il cervello elabora le esperienze recenti,
            • consolida le memorie,
            • rielabora emozioni irrisolte.

            Secondo Matthew Walker, neuroscienziato autore di Why We Sleep, i sogni non sono casuali: sono una sorta di “terapia notturna” in cui il cervello integra ricordi passati e vissuti presenti, cercando significato ed equilibrio emotivo.

             

            Perché sogniamo ex, amici o persone lontane

            Quando sogniamo qualcuno che non fa più parte della nostra vita, non significa necessariamente che lo desideriamo ancora o che stiamo ricevendo un segnale “premonitore”. Più spesso è il nostro cervello che utilizza quei volti per rappresentare emozioni o dinamiche attuali.

            Motivi principali:

            • Ricordi riattivati
              Il volto di una persona del passato può emergere quando un’esperienza recente richiama emozioni simili. Ad esempio, se un collega ti ricorda un ex, il cervello potrebbe “mescolare” i due nei sogni.
            • Questioni irrisolte
              Sognare una persona con cui non hai chiuso bene un rapporto può indicare che il cervello sta cercando di elaborare la ferita emotiva.
            • Nostalgia e mancanza
              A volte il sogno riflette semplicemente un senso di perdita o nostalgia, specialmente nei periodi in cui ci sentiamo soli o fragili.
            • Simboli dell’inconscio
              Secondo Carl Jung, le figure nei sogni possono rappresentare parti di noi stessi. Una persona del passato può simboleggiare un tratto caratteriale che stiamo riscoprendo.

             

            Cosa significa sognare un ex?

            Cosa significa sognare un ex

            È il caso più frequente e spesso più destabilizzante. Gli psicologi distinguono diversi scenari:

            • Ex positivo: il sogno può riflettere il desiderio di ritrovare emozioni simili in una nuova relazione.
            • Ex conflittuale: indica che il cervello sta ancora elaborando la rottura.
            • Ex di molti anni fa: più che la persona, rappresenta la “te” di quel periodo della vita.

            Non è un segnale che vuoi tornare indietro, ma piuttosto un processo naturale di rielaborazione.

             

            Sognare amici lontani o persone perse di vista

            Può capitare di sognare amici con cui non parliamo più o conoscenti che hanno fatto parte della nostra infanzia. Anche qui, il significato non è letterale: il cervello pesca tra i volti noti per raccontare emozioni universali come appartenenza, mancanza o desiderio di riconnessione.

            Uno studio pubblicato su Sleep Medicine Reviews ha dimostrato che i sogni sono più frequenti nei periodi di cambiamento, quando cerchiamo di rielaborare la nostra identità. Non stupisce quindi che, nei momenti di transizione, riaffiorino persone del passato.

             

            La qualità del sonno influenza i sogni

            Un sonno disturbato riduce la fase REM, compromettendo non solo il riposo ma anche la capacità di elaborare i sogni. Dormire profondamente significa dare al cervello lo spazio per “lavorare” sulle emozioni.

            Per questo un buon sistema di riposo è fondamentale. Il sistema di riposo New Emotion di Imperial-life
            è progettato per sostenere il corpo in modo ergonomico e favorire le fasi profonde e REM, aiutando così ad avere sogni più chiari e significativi.

            Alzata gambe e busto

            Come interpretare i sogni senza cadere nei falsi miti

            È importante ricordare che i sogni non sono profezie. Sono piuttosto narrazioni interne che uniscono ricordi, emozioni e simboli. Alcuni consigli:

            • Non interpretarli alla lettera: la persona che appare è spesso un simbolo.
            • Annota i sogni: tenere un diario aiuta a riconoscere schemi ricorrenti.
            • Connettiti alla vita reale: chiediti quali emozioni ti provoca il sogno e come si collegano al presente.

            Se l’argomento ti appassiona, ti consigliamo di leggere anche il nostro articolo I sogni più strani e il loro significato: un viaggio nell’inconscio
            , dove approfondiamo simboli e interpretazioni oniriche tra psicologia e cultura.

             

            Conclusione

            Sognare persone che non fanno più parte della nostra vita non è un mistero insondabile, ma un messaggio del nostro cervello che cerca di elaborare emozioni, ricordi e identità. È un invito a conoscerci meglio e a guardare con più attenzione a ciò che viviamo oggi.

            Vuoi capire come migliorare la qualità del tuo sonno, per avere sogni più chiari e un riposo davvero rigenerante?
            Compila il form qui sotto e richiedi una consulenza gratuita con un esperto Imperial-life: insieme troveremo il sistema di riposo più adatto a te.

             

              Dimostra di essere umano selezionando cuore.

               

              Fonti

              Walker, M. (2017). Why We Sleep. Scribner.

              Barrett, D. (2017). “Dreams and emotion regulation.” Current Opinion in Psychology.

              Jung, C. G. (1964). L’uomo e i suoi simboli.

              Sleep Medicine Reviews (2019), “Dreaming and the neurobiology of emotion regulation.”

              blank

              Dormire con il cane o gatto fa bene o disturba il riposo?

              Chi vive con un animale lo sa bene: la tentazione di farlo salire sul letto è fortissima. Che sia il cane che si acciambella vicino ai piedi o il gatto che si sistema accanto alla testa, dormire con il proprio amico a quattro zampe regala un senso di calore e compagnia difficile da spiegare. Ma dormire con il cane o gatto fa davvero bene o rischia di compromettere la qualità del nostro riposo?

              In questo articolo scopriremo pro e contro, curiosità scientifiche su come cambiano i cicli del sonno e qualche consiglio pratico per godere al meglio della compagnia notturna dei nostri animali.

               

              Perché ci piace tanto dormire con loro?

              Il legame tra umani e animali è antico e potente. Condividere lo spazio del sonno risponde a bisogni profondi:

              • Calore e sicurezza: i nostri antenati dormivano accanto ai cani anche per proteggersi dal freddo e dai predatori. Oggi questo si traduce in un senso di comfort.
              • Ormoni della felicità: accarezzare un cane o un gatto aumenta l’ossitocina, l’ormone dell’affetto, e riduce il cortisolo, lo stress.
              • Combattere la solitudine: per molte persone, specialmente anziani o single, la presenza di un animale nel letto è un potente antidoto alla malinconia.

              Non a caso, una ricerca pubblicata sulla rivista Anthrozoös ha evidenziato che oltre il 50% dei proprietari lascia che il cane o il gatto dormano sul letto, percependolo come un’abitudine positiva.

               

              Ma dormire con il cane o gatto disturba il sonno?

              Qui iniziano le ombre. Dal punto di vista medico, dormire con un animale può alterare la qualità del sonno. La Mayo Clinic ha condotto uno studio monitorando il riposo di proprietari e cani: nel 20% dei casi si sono riscontrati micro-risvegli notturni causati dai movimenti dell’animale.

              I principali rischi sono:

              • Cicli del sonno frammentati: un cane che si agita o un gatto che cambia posizione più volte possono spezzare le fasi profonde (NREM e REM), rendendo il sonno meno rigenerante.
              • Allergie e asma: peli, polvere e allergeni portati dal pet possono peggiorare problemi respiratori.
              • Igiene: anche se puliti, cani e gatti portano batteri dall’esterno. Per questo è fondamentale lavare frequentemente lenzuola e copriletti.

               

              I vantaggi emotivi del dormire insieme

              D’altro canto, non si può ignorare l’aspetto psicologico. Molti studi evidenziano che dormire con un cane o un gatto:

              • riduce ansia e insonnia, grazie alla sensazione di compagnia,
              • favorisce l’addormentamento nei soggetti che soffrono di stress,
              • rafforza il legame affettivo con l’animale.

              Una ricerca dell’Università del Missouri ha mostrato che la presenza del cane riduce la frequenza cardiaca e abbassa la pressione anche durante il sonno.

              vantaggi dormire con gatto

              Dormire con il cane o gatto cambia i cicli del sonno?

              Sì, in modi a volte sottili. Uno studio su Human-Animal Interaction Bulletin ha osservato che i proprietari di cani hanno un sonno leggermente più leggero rispetto a chi dorme senza animali. Pur avendo più micro-risvegli, questi soggetti dichiarano di sentirsi più rilassati e felici, una specie di “contraddizione benefica” che la scienza sta ancora esplorando.

               

              Come ridurre i rischi e godersi il letto con il pet

              Se ami dormire con il tuo cane o gatto e non vuoi rinunciarci, ecco qualche consiglio pratico:

              1. Igiene prima di tutto
                Lava e spazzola regolarmente il pelo, controlla che non abbia pulci o zecche e pulisci le zampe dopo le passeggiate.
              2. Materasso e tessuti adatti
                Scegli un materasso traspirante e antibatterico. Il materasso Zenit di Imperial-life, realizzato in lattice 100% con rivestimento in cashmere e ioni d’argento, aiuta a mantenere il letto fresco e igienico, riducendo l’accumulo di batteri e allergeni.
              3. Una cuccia vicina al letto
                Se temi che il sonno ne risenta troppo, posiziona una cuccia accanto al letto: il pet sarà vicino, ma non interromperà i tuoi cicli profondi.
              4. Attenzione agli orari
                Evita di lasciare il cane o il gatto svegli e attivi in camera quando stai per addormentarti. Giochi o rumori possono allungare i tempi di addormentamento.

              Se vuoi approfondire altri aspetti del riposo e capire come piccoli dettagli possano influire sulla qualità del sonno, leggi anche il nostro articolo: 5 segnali che il tuo materasso sta distruggendo il tuo sonno (e la tua salute).

              dormire con il cane o gatto disturba il sonno

              Conclusione: ascolta il tuo corpo (e il tuo cane)

              In conclusione, dormire con il cane o gatto non è né giusto né sbagliato in assoluto. Dipende dalle tue esigenze: se non hai allergie e il sonno resta profondo, è una splendida abitudine che rafforza il legame con l’animale. Se però noti di svegliarti spesso stanco o con fastidi respiratori, meglio rivedere questa consuetudine.

              👉 Vuoi scoprire come migliorare la qualità del tuo riposo, anche dormendo accanto al tuo amico a quattro zampe?
              Compila il form qui sotto e richiedi una consulenza gratuita con un nostro esperto. Troveremo insieme la soluzione migliore per goderti sonno e coccole… senza compromessi.

               

                Dimostra di essere umano selezionando bandiera.

                 

                Fonti

                Mayo Clinic Proceedings (2017), “The effect of dogs on human sleep in the home sleep environment.”

                Human-Animal Interaction Bulletin (2020), “Sleep in the presence of companion animals.”

                Anthrozoös, “Companionship at night: Pet ownership and sleep quality.”

                blank

                I benefici del pisolino pomeridiano: il power nap perfetto

                Molti lo liquidano come un lusso da pigri, altri lo considerano un’abitudine infantile. E invece il pisolino pomeridiano è un vero segreto di salute e produttività. Numerosi studi scientifici dimostrano infatti che un breve riposo nel primo pomeriggio porta benefici sorprendenti a corpo e mente.

                In questo articolo scopriremo tutti i benefici del pisolino pomeridiano, come trasformarlo in un rituale rigenerante e quali curiosità storiche lo rendono affascinante. Alla fine capirai perché introdurre un nap nella tua giornata potrebbe cambiarti la vita.

                Perché il nostro corpo ha bisogno di un pisolino?

                Il bisogno di un riposo dopo pranzo non è pigrizia, ma una richiesta fisiologica del nostro organismo. Il nostro orologio interno, chiamato ritmo circadiano, regola sonno e veglia in base alla luce e ad ormoni come la melatonina. Tra le 13 e le 15, quasi tutti sperimentiamo un calo naturale di vigilanza: è in quel momento che un breve pisolino può fare miracoli.

                Il Journal of Sleep Research spiega che i nap aiutano a ridurre la sonnolenza e migliorano i parametri cognitivi proprio perché assecondano questo bisogno naturale.

                I principali benefici del pisolino pomeridiano

                Ma quali sono concretamente i benefici del pisolino pomeridiano? Eccone alcuni, confermati dalla scienza:

                • Rafforza la memoria: un breve sonno aiuta il cervello a consolidare le informazioni apprese nelle ore precedenti.
                • Riduce lo stress: abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone responsabile di tensione e pressione alta.
                • Stimola la creatività: Dalí ed Edison erano famosi per i loro micro-nap che favorivano intuizioni brillanti.
                • Aumenta la produttività: la NASA ha scoperto che un nap di 26 minuti può aumentare l’attenzione del 54%.
                • Aiuta il cuore: un sonnellino regolare riduce il rischio cardiovascolare.

                Non sorprende quindi che sempre più aziende all’avanguardia (come Google) prevedano spazi per il nap dei dipendenti.

                il power nap perfetto

                Quanto deve durare un pisolino per fare bene?

                La durata è fondamentale per godere a pieno dei benefici del pisolino pomeridiano:

                • 10-20 minuti: il classico power nap, ideale per svegliarsi lucidi e attivi.
                • 30 minuti: migliora memoria e umore, ma può lasciare un breve torpore.
                • 90 minuti: copre un ciclo di sonno completo, utile se hai bisogno di un recupero profondo.

                Gli esperti raccomandano di non superare i 30 minuti, a meno che tu non possa concederti un risveglio graduale senza fretta.

                 

                Quando fare il pisolino pomeridiano?

                Il momento ideale è tra le 13 e le 15, quando il corpo affronta un calo fisiologico dell’energia. Così:

                • riduci la sonnolenza post-pranzo,
                • rispetti il tuo orologio biologico,
                • non comprometti il sonno notturno.
                • Evita di addormentarti troppo tardi nel pomeriggio: potresti compromettere la fase REM della notte.

                 

                Dove e come: il ruolo dell’ambiente e del supporto

                Un nap perfetto si fa anche scegliendo l’ambiente giusto:

                • Silenzioso e buio: se non puoi, usa mascherine o tappi.
                • Fresco: la temperatura leggermente più bassa facilita il sonno.
                • Supporto ergonomico: fare un pisolino su una superficie che sostiene bene la colonna è importantissimo. Il sistema di riposo New Emotion di Imperial-life è progettato per favorire il rilassamento muscolare e la circolazione anche durante brevi riposi, evitando posture scorrette che possono disturbare il relax.

                I benefici del pisolino pomeridiano

                Curiosità: i nap dei geni e dei leader

                Molti grandi della storia non solo amavano il pisolino, ma lo consideravano essenziale:

                • Leonardo Da Vinci divideva il sonno in micro-nap di 20 minuti, diverse volte al giorno.
                • Winston Churchill diceva che il sonnellino gli permetteva di “fare due giorni in uno”.
                • Napoleon Bonaparte faceva sempre brevi dormite diurne, che lo aiutavano a mantenersi vigile e deciso.
                • Einstein amava sonnecchiare con un cucchiaio in mano: al primo segnale di rilassamento muscolare e caduta dell’oggetto, si svegliava pronto a catturare nuove idee.

                Se ti interessa sapere perché proprio durante il sonno nascono le idee migliori, leggi il nostro articolo Il sonno e l’intuito: perché le tue migliori idee arrivano di notte. Scoprirai come le fasi REM stimolino la creatività in modi sorprendenti.

                 

                Conclusione: fai del pisolino il tuo alleato

                Il pisolino pomeridiano non è una debolezza ma una strategia potente per migliorare salute, produttività e umore. Se rispettato nei tempi giusti, diventa un vero reset psico-fisico.

                👉 Vuoi capire come migliorare il tuo modo di riposare, anche durante i nap?
                Compila il form qui sotto per una consulenza gratuita. I nostri esperti di Imperial-life ti aiuteranno a trovare il sistema di riposo più adatto per trasformare anche 20 minuti in un investimento prezioso per la tua energia e serenità.

                 

                  Dimostra di essere umano selezionando auto.

                   

                  Fonti

                  NASA, “Napping improves performance.”

                  Journal of Sleep Research, 2018.

                  Harvard Health, “Napping: Do’s and Don’ts for Healthy Adults.”

                  blank

                  Dormire male ti fa invecchiare prima? Ecco cosa dice la scienza

                  Dormire bene non è un lusso, è una necessità. Sempre più studi scientifici confermano che la qualità del nostro sonno ha effetti diretti sulla salute del corpo, della mente e… sull’aspetto esteriore. Ma c’è di più: dormire poco o male potrebbe accelerare il processo di invecchiamento.

                  In questo articolo esploriamo il legame tra sonno e invecchiamento analizzando le evidenze più recenti, cosa succede al nostro corpo quando non riposa a sufficienza e cosa possiamo fare – ogni notte – per rallentare gli effetti del tempo.

                   

                  Il sonno come anti-age naturale

                  Il nostro corpo è una macchina sofisticata che si rigenera proprio mentre dormiamo. Durante le ore di sonno profondo:

                  • si riparano le cellule danneggiate,
                  • si abbassano i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress),
                  • si stimola la produzione di collagene, fondamentale per la tonicità della pelle,
                  • si regola l’attività ormonale, compresa la melatonina, che ha effetti antiossidanti.

                  Uno studio pubblicato sulla rivista Sleep ha dimostrato che soggetti privati del sonno per più notti consecutive mostravano un aumento degli indicatori infiammatori, una riduzione della funzione immunitaria e un aumento visibile di rughe e segni di stanchezza.

                  Sonno e invecchiamento - cosa dice la scienza

                  Dormire poco accelera l’invecchiamento del cervello

                  Non è solo una questione estetica, dormire male influisce anche sulle nostre funzioni cognitive. La privazione cronica del sonno è stata collegata a un invecchiamento precoce del cervello, con effetti su:

                  • memoria a breve termine,
                  • capacità di concentrazione,
                  • apprendimento,
                  • umore e salute mentale.

                  Secondo il Journal of Neuroscience, dopo solo una settimana di sonno ridotto a 4-5 ore per notte, l’attività delle sinapsi cerebrali si riduce, rallentando i processi mentali e favorendo l’accumulo di beta-amiloide, la proteina associata all’Alzheimer.

                   

                  I segni dell’invecchiamento legati al sonno

                  Ecco alcuni segnali comuni che possono indicare che la qualità del sonno sta influenzando negativamente il tuo processo di invecchiamento:

                  • pelle opaca e segnata, con maggiore sensibilità e minor elasticità.
                  • stanchezza cronica, anche dopo molte ore a letto.
                  • occhiaie persistenti e occhi gonfi al risveglio.
                  • difficoltà a concentrarsi o sbalzi d’umore frequenti.
                  • indebolimento del sistema immunitario, con maggiore suscettibilità a raffreddori o infezioni.

                   

                  Dormire bene per rallentare l’invecchiamento: consigli pratici

                  Dormire bene è uno dei gesti più semplici ed efficaci che possiamo fare ogni giorno per prenderci cura della nostra salute a lungo termine. Ecco alcune buone abitudini anti-age:

                  1. Mantieni una routine regolare
                    Andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora aiuta il corpo a stabilire un ritmo circadiano sano, migliorando la qualità del sonno.
                  2. Limita caffeina, alcol e schermi la sera
                    Questi elementi possono alterare le fasi profonde del sonno, riducendone l’effetto rigenerante.
                  3. Cura l’ambiente in cui dormi
                    Un letto scomodo o un materasso inadeguato possono disturbare il sonno senza che ce ne accorgiamo. Dormire su un sistema che rispetta la naturale ergonomia del corpo è fondamentale.

                  In questo senso, il materasso Zenit di Imperial-life rappresenta una scelta ideale per chi desidera un riposo profondo e rigenerante.
                  Realizzato in schiuma di lattice 100% a 7 zone differenziate, con rivestimento antibatterico in cashmere e ioni d’argento, è progettato per migliorare la circolazione, ridurre la pressione sui dischi intervertebrali e favorire una postura corretta durante tutta la notte. Dormire bene oggi significa prendersi cura del proprio corpo… domani.

                  trattamento con ioni d'argento

                   

                  Cosa dice la ricerca: sonno e longevità

                  Gli studi parlano chiaro: chi dorme bene vive più a lungo – e meglio. La Sleep Research Society ha rilevato che soggetti con un sonno costantemente disturbato o insufficiente presentano un rischio più alto di sviluppare:

                  • malattie cardiovascolari,
                  • diabete di tipo 2,
                  • obesità,
                  • depressione.

                  Una revisione della European Heart Journal ha confermato che la durata ideale del sonno è tra le 7 e le 8 ore per notte e che un sonno frammentato può essere tanto dannoso quanto il fumo o una dieta squilibrata.

                   

                  Vuoi approfondire altri effetti del sonno sulla salute?

                  Ti consigliamo la lettura del nostro articolo: 5 segnali che il tuo materasso sta distruggendo il tuo sonno (e la tua salute). Troverai spunti utili per capire se il tuo attuale letto è davvero alleato del tuo benessere.

                  5 segnali che il tuo materasso sta distruggendo il tuo sonno (e la tua salute)

                  Conclusione

                  Invecchiare è naturale. Ma invecchiare bene è una scelta che inizia ogni notte, quando ci concediamo un sonno di qualità. Prendersi cura del proprio riposo non significa solo sentirsi più energici al mattino, ma anche proteggere pelle, cuore, cervello e sistema immunitario nel lungo periodo.

                  E se vuoi capire meglio come migliorare il tuo riposo in base alle tue esigenze specifiche, puoi parlare direttamente con un nostro esperto.
                  Compila il form qui sotto per richiedere una consulenza gratuita.

                   

                    Dimostra di essere umano selezionando aereo.

                     

                    Fonti

                    Oyetakin White, P. et al. (2014). “The effects of sleep quality on skin aging and function.” Clinical and Experimental Dermatology.

                    Xie, L. et al. (2013). “Sleep drives metabolite clearance from the adult brain.” Science.

                    Sleep Research Society. “Sleep and longevity: The link.”

                    European Heart Journal (2018). “Sleep duration and risk of cardiovascular outcomes.”